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Peach Girl – la recensione

Peach Girl è un manga disegnato da Miwa Ueda pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1998 e in Italia nel 2002 con pubblicazione quasi bimensile. Questo manga ha ottenuto un enorme successo tanto da essere premiato nel 1999 come miglior shoujo manga.

Oltre al riconoscimento, Peach Girl ha un sequel (Ura Peach Girl) incentrato sulla vita dell’antagonista Sae e tre adattamenti per il grande e piccolo schermo.

Nel 2001 viene trasmesso in Taiwan un live action diviso in tredici episodi, nel 2017 i cinema giapponesi proiettano il film di Peach Girl che si piazza al terzo posto tra i film più visti della settimana mentre nel 2005 lo studio di animazione Studio Comet trasmette per la prima volta l’anime.

Manga

Titolo originale: 愛してナイト  – Pīchi Gāru
Titolo italiano: Peach Girl
Autrice: Miwa Ueda
Genere: shoujo
Anno pubblicazione: 13 gennaio 1998 – 13 febbraio 2004
Volumi: 18
Casa editrice: Shūeisha

Anime

Studio di produzione: Studio Comet
Regia: Hiroshi Ishidan
Character design: Mitsuru Ohara
Sceneggiatori: Yui Enatsu

Natsuko Takahashi

Miho Maruo

Reiko Yoshida

Numero episodi: 25
1ª TV giapponese: 8 gennaio – 25 giugno 2005
1ª TV italiana: inedito

Drama

Titolo: Peach Girl (蜜桃女孩)
Distribuito da: China Television (CTS)
Regia: Zheng De Hua

Wang Ming Tai

Sceneggiatori: Mao Xun Rong
Numero episodi: 13
1ª TV giapponese: 11 ottobre 2001 – 11 febbraio 2002
1ª TV italiana: inedito

Trama di Peach Girl

La storia è incentrata sulla vita di Momo Adachi, una sedicenne che a inizio ciclo scolastico non ha potuto frequentare la scuola per una settimana a causa di motivi di salute e, per questo, viene ignorata dalle altre compagne di scuola. L’unica che le si avvicina è Sae, una ragazza apparentemente dolce che ben presto si rivelerà essere una vipera.

Oltre alla sua assenza iniziale, Momo viene notata da tutti per via della sua carnagione molto scura. Essendo un’atleta di nuoto la ragazza si espone quotidianamente sotto i raggi del sole ottenendo così una pelle abbronzata in modo permanente oltre a sfoggiare una folta chioma rosso ossigenato.
Momo è innamorata di Toji, un compagno di scuola che ricambia i suoi sentimenti fin dalle medie. Sae, che copia in tutto la ragazza, decide che oltre all’abbigliamento e al trucco vuole conquistare anche il medesimo ragazzo amato dall’amica. Purtroppo, il piano di Sae si compie e Momo non riesce a perdonare né la sua amica né Toji.

Al trio si aggiunge Kairi, uno degli studenti più popolare della scuola che nota le due ragazze e, a differenza degli altri, non cade nei giochetti di Sae. La trama prosegue con un intreccio di episodi spiacevoli architettati da Sae a danno di Momo che spesso sfociano in bullismo vero e proprio.

L’animazione

La trasposizione animata del manga è fedele alla trama originale. Trasmessa solo in Giappone e completamente inedita in Italia, l’anime conta ben venticinque episodi, tutti fedeli all’opera di Miwa Ueda.

Anche se vanta una precisa riproduzione dei dialoghi e ambiente, l’anime non ha conquistato il pubblico perché oltre ad essere una perfetta replica della versione cartacea, il character design penalizza lo stile morbido e inconfondibile della mangaka.

Il drama

peach girl

Come ogni titolo di successo, anche Peach Girl ha una sua versione live action. Nel 2001 le emittenti taiwanesi trasmettevano il primo episodio dell’omonimo titolo con un cast d’eccezione come Vaness Wu e Annie Wu, due artisti famosi nel mondo dello spettacolo taiwanese con numerose interpretazioni in diversi drama e film. La trama è simile all’opera originale e ha apportato poche modifiche come, per esempio, l’età dei personaggi.

Non più liceali, ma universitari e tale scelta è stata adottata per rendere maggiorenni i protagonisti date le tematiche delicate dell’opera.

Nel 2017 in Giappone viene trasmesso il film di Peach Girl prodotto da Fine Entertainment, curato dalla regia di Kōji Shintoku. Il film ha riscosso un enorme successo tanto da incassare 1,29 milioni di dollari americani solo nella prima settimana di programmazione nei cinema.

I personaggi

   peach girl 

Momo Adachi è la protagonista della storia e il suo nome in giapponese significa pesca. A causa della sua pelle scura e l’aspetto appariscente viene scambiata per una prostituta e riceve spesso proposte indecenti da uomini adulti. In realtà la sua pelle è così scura perché alla medie faceva parte del club di nuoto, inoltre ha la sfortuna di abbronzarsi molto rapidamente. Fin dalla seconda media è innamorata di Toji e ha deciso di dichiarare il proprio amore solo quando la sua pelle sarà tornata bianca come una volta.

A causa di alcuni pettegolezzi Momo non ha molti amici e l’unica persona che le sta vicino è Sae.

peach girl Sae Kashiwagi è la classica persona che non si vorrebbe mai incontrare. Astuta, priva di scrupoli e doppiogiochista, Sae ama manipolare la gente a suo piacimento con l’unico scopo di rendere impossibile la vita a Momo cominciando da innocenti dispetti quali copiarle l’abbigliamento fino al puntare al ragazzo che ama.

L’unico scopo di vita di questo personaggio è tormentare il prossimo.

peach girl Kazuya “Toji” Tojigamori è un compagno di scuola di Momo e Sae. Alle medie dichiarò di non essere attratto dalle ragazze dalla pelle abbronzata, ma nutre ugualmente profondi sentimenti per Momo. È un ragazzo ingenuo che cade continuamente nelle trappole escogitate da Sae, ma quando Kairi si avvicinerà a Momo, Toji comincerà a mettersi finalmente in gioco.
peach girl Kairi Okayasu è il ragazzo più famoso in tutto il liceo grazie alla sua avvenenza. È molto allegro, a tratti un vero e proprio burlone con tratti infantili, ma in realtà è un ragazzo dolce, gentile e soprattutto sensibile quando si tratta di sentimenti. Non appena incontra Momo le offre fin da subito il suo supporto morale e si propone per aiutarla a conquistare Toji. Kairi è uno dei primi che scopre la vera natura di Sae e decide di non lasciare da sola Momo ad affrontare quella pesante situazione.

Gallery

Piccole curiosità

In Giappone le ragazze cercano a tutti i costi di mantenere un incarnato latteo proteggendosi con creme solari e ombrellini parasole. Nei tempi passati la pelle scura non era considerata elegante e lontana dai canoni di bellezza: solo i membri delle famiglie nobili potevamo sfoggiare una carnagione lattea, immacolata e priva di imperfezioni come, per esempio, cicatrici.

Ad oggi molte ragazze tendono a mantenere una pelle lattea, spesso ottenuta con fondotinta sbiancanti. Verso la fine degli anni Novanta diversi giovani preferirono sfoggiare una pelle abbronzata tendente all’arancione, risultato di continue applicazioni di creme autoabbronzanti. Il gruppo emergente veniva definito con il termine ganguro, ovvero uno stile di moda alternativo dove il colore della pelle tendeva al marrone in contrasto con trucco bianco e capelli spesso tinti di biondo platino.

Purtroppo, una delle fantasie erotiche dei giapponesi vede in una semplice ragazza in uniforme scolastica e dall’incarnato scuro una prostituta. Non è insolito che un uomo fermi una liceale per offrirle soldi in cambio di prestazioni sessuali. In Peach Girl anche Momo veniva giudicata una escort non solo dai passanti, ma anche dai suoi stessi compagni di classe.

Considerazioni dello staff

Peach Girl è senza dubbio uno di quei shoujo manga che non può mancare nella propria libreria. La trama è avvincente, scorrevole e ricca di colpi di scena anche se si stratta di avventure scolastiche tra studenti. Lo stile morbido e piacevole di Miwa Ueda rende l’opera armonica, quasi elegante e ben diversa dagli altri manga pubblicati verso l’inizio del nuovo millennio.

Il manga ha riscosso più successo in Giappone e Taiwan che in Italia, forse perché da noi non è mai stato trasmesso l’anime o il drama anche se possiamo forse confidare nelle piattaforme di streaming come Netflix.

Ma se il manga è accattivante, l’anime presenta qualche pecca. La trama è completamente identica al manga e può indurre alla noia lo spettatore che conosce già la versione cartacea. L’animazione è ottima dal punto di vista strutturale, i particolari sono ben curati come gli ambienti e i più piccoli dettagli, ma per quanto sia stato fatto un ottimo lavoro, il character design ha penalizzato il tratto della Ueda rendendo così i personaggi privi di espressione.

In conclusione Peach Girl è un’opera divertente, molto bella a livello visivo che coinvolge il lettore dalla prima fino all’ultima battuta.

Oscar Wilde ha scritto: "Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere". E personalmente, non riesco a immaginare la mia vita senza una tavolozza di colori tra le mani.

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