anna dai capelli rossi
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Anna dai capelli rossi – La recensione

Anna dai capelli rossi è una delle opere più famose al mondo, un romanzo dell’autrice canadese Lucy Maud Montgomery che ha dato vita a numerosi remake tra film, fumetti, versioni animate fino a svariati serie TV tra cui l’ultimo “Chiamatemi Anna” disponibile su Netflix.

Romanzo

Titolo originale: Anne of Green Gables
Titolo italiano: Anna dai capelli rossi
Autrice: Lucy Maud Montgomery
Genere: Romanzo
Anno pubblicazione: 1908
Volumi: 8 libri
Casa editrice: Boston L.C.Page & Co

Manga

Titolo originale: 赤毛のアン- Akage no Anne
Titolo italiano: Anan dai capelli rossi
Autrice: Yumiko Igarashi
Genere: shoujo
Anno pubblicazione: 1997
Volumi: 5
Casa editrice: Kumon Shuppan

Anime

Studio di produzione: Nippon Animation
Regia: Isao Takahata
Character design: Yoshifumi Kondō
Numero episodi: 50
1ª TV giapponese: 7 gennaio 1979 – 30 dicembre 1979
1ª TV italiana: 20 ottobre 1980

La trama di Anna dai capelli rossi

Gli anziani fratelli Culthbert hanno deciso di adottare un bambino che li possa aiutare nei lavori alla propria fattoria. Matthew si reca in stazione e scopre che per errore gli hanno affidato una bambina che, arrivata alla fattoria dal verde tetto, scoprirà il disappunto di Marilla intenzionata a riportarla all’orfanotrofio. Grazie alla sua drammatica e scenografica parlantina Anna convince la famiglia adottiva a tenerla con sé e così comincia la loro nuova vita insieme.

La bambina conosce così i suoi nuovi compagni di scuola tra cui Diana che diverrà la sua inseparabile amica del cuore e l’odiato Gilbert, un ottimo studente che è sempre in competizione con Anna per essere l’unico studente modello della scuola. Odia le lentiggini e i capelli rossi e questo suo disagio personale la accompagnerà fino all’adolescenza. A causa del suo caratterino e di quello che viene definita una lingua lunga, Anna vivrà mille avventure sia immaginarie che reali fino a quando non raggiungerà la maggiore età e dovrà prendere una dura decisione relativo al proprio futuro.

L’animazione

Fedele all’opera della Montgomery, Anna dai capelli rossi debutta sulle reti nipponiche nel 1979.

Il character design rispecchia il tipico tratto che distingue i titoli dell’animazione degli anni Ottanta e molti hanno attribuito lo stile grafico al maestro Hayao Miyazaki. L’intuizione non è ben lontana dalla realtà. La regia è stata curata da Isao Takahata, co-fondatore dello studio Ghibli insieme a Miyazaki, e Yoshifumi Kondō, direttore d’animazione e character design dello stesso studio.

I personaggi

anna dai capelli rossi Anna Shirley è la protagonista della storia. Viene adottata per errore dai fratelli Cuthbert che volevano un maschio come aiuto per i lavori nei campi. Capelli rossi e lentigginosa Anna odia il suo aspetto e desidera avere i capelli scuri come tutte le altre bambine. È 

molto tenera, ha un innato dono della retorica e tiene bei discorsi profondi per una bambina della sua età. È molto allegra, spontanea, sincera e soprattutto ama molto la sua famiglia adottiva.

anna dai capelli rossi Matthew Cuthbert è il fratello di Marilla ed è colui che è andato a prendere la bambina alla stazione. È un uomo dal cuore tenero e appena visto la bambina si è affezionato subito a lei. Non vuole sentire ragioni e non vuole rimandare indietro Anna solo perché è una femmina, anche se volevano adottare un maschietto. Per Anna lui è più un nonno che la coccola e la vizia in tutti i modi possibili più che un padre.
anna dai capelli rossi Marilla Cuthbert è la sorella di Matthew. Molto severa, pignola ed esigente, la donna è molto sensibile all’opinione pubblica e cerca sempre di non far girare pettegolezzi sul loro conto. Marilla è severa con Anna e cercherà di educarla al meglio per renderla una signorina per bene che rispecchia in pieno la figura femminile dell’epoca.
anna dai capelli rossi Diana Barry è la migliore amica di Anna. Appartiene ad una rispettabile famiglia e la sua amicizia con la piccola orfanella risulta sconveniente agli occhi dei suoi genitori. In seguito ad un innocuo incidente domestico, alla bambina verrà vietato di frequentare Anna, ma le piccole sono fiduciose perché si sono giurate eterna amicizia.
anna dai capelli rossi Gilbert Blythe è un bambino tranquillo ed è un ottimo studente. Quando Anna fu presentata in classe come nuova alunna Gilbert inizia a deriderla per i capelli rossi e le lentiggini. Si diverte a farle dispetti come intingere le trecce di Anna nel calamaio ricevendo come risposta una lavagnetta in testa.I due bambini si definiscono acerrimi nemici e tra loro comincerà una vera e propria competizione anche a livello scolastico: entrambi vogliono diventare lo studente modello della classe.
anna dai capelli rossi Rachel Lynde è vicina di casa dei Cuthbert ed è la pettegola di Avonlea, definita come una vera e propria impicciona dallo stesso marito. All’arrivo di Anna, Rachel si fionda da Marilla esprimendo la sua disapprovazione sull’adozione con parole di puro disprezzo verso la bambina stessa, presente al dialogo.

Gallery

Piccole curiosità

Ci sono tante piccole curiosità su questa opera a partire dal romanzo. In italiano il titolo del libro è stato tradotto in “Anna dai capelli rossi” invece di “Anna dai verdi abbaini”, inoltre nel primo capitolo è presente un gioco di parole riportato anche nel manga.

La bambina si presenta a Marilla col suo nome sottolineando che si scrive “Anna” e non “Hanna”. Nel romanzo questo gioco linguistico è basato sulla pronuncia del nome. La protagonista sottolinea si chiama Anne con la “e” finale e non Ann per via della pronuncia.

Altra curiosità riguarda invece l’edizione del romanzo. Sebbene quasi tutti conosciamo le avventure di Anna grazie ai libri, anime e serie tv, non molti sanno che l’opera della Montgomery è in realtà una saga suddivisa in più libri basati sull’età di Anna Shirley come sotto riportato.

  • L’età meravigliosa
  • Il baule dei sogni
  • La casa dei salici al vento
  • La baia della felicità
  • La grande casa
  • La valle dell’arcobaleno
  • Rilla di Ingleside

Ultima curiosità è la sigla italiana dell’anime.

Anna dai capelli rossi va, vola e va come una rondine però un nido non ce l’ha, non ha una mamma né un papà

Impossibile non leggere la prima strofa senza cantarla, eppure, la melodia ricorda un’altra canzone e non la sigla del cartone animato. Fino agli anni Novanta era quasi un’abitudine creare cover di brani di successo in sigle italiane (il plagio più famoso è “La Isla Bonita” di Madonna trasformata in “Sailor Moon e il Cristallo del Cuore”). La melodia per Anna dai capelli rossi è stata interamente clonata dalla canzone Rivers of Babylon del gruppo giamaicano Melodians inciso nel 1970 e successivamente ripreso nella celebre cover dei Boney M del 1978.

Considerazione dello staff

Anna dai capelli rossi è uno di quei titoli che appartengono alla propria infanzia. Non importa se hai letto prima il romanzo e poi visionato l’anime, questa opera è al pari di altre come Peter Pan o Cenerentola.

L’anime mi aveva conquistato così come i vari titoli che venivano trasmessi in televisione in quegli anni insieme ad altri cartoni animati famosi, quasi tutti tratti da romanzi. Ogni bambino veniva catapultato in Avonlea, il paesino di Anne Shirley, e ogni giorno attendeva quello successivo per vedere un nuovo episodio.

Nel 2003 non ero più una bambina, ma attendevo con trepidazione l’uscita del manga. È stato amore puro fin dalla prima vignetta disegnata dalla celebre Yumiko Igarashi, mangaka di Candy Candy e Lady Georgie. La narrazione è coinvolgente, sia nel manga che nell’anime, ma la versione della Igarashi ha quell’ingrediente in più ovvero il suo tratto. Tramite i disegni la mangaka riesce a trasmettere la dolcezza e i sentimenti di Anne al lettore e anche se le tavole risultano ricche di particolari come fiori, fiocchi e merletti, la lettura è scorrevole e leggera, uno stile che oggi può essere considerato retrò ma che piace.

Anna dai capelli rossi è uno di quelle opere che, amante o meno del genere romantico o shoujo, deve essere letto o visionato almeno una volta nella vita per cultura personale.

Oscar Wilde ha scritto: "Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere". E personalmente, non riesco a immaginare la mia vita senza una tavolozza di colori tra le mani.

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